Background Image

RUGGIERO ASPIRANTE SCUDIERO

RUGGIERO ASPIRANTE SCUDIERO


RUGGIERO ASPIRANTE SCUDIERO  CLICCA PALY PER ASCOLTARE L’AUDIOSTORIA

C’era una volta un bambino, il suo nome era Ruggiero, aspirante scudiero, amava le armature, colorate e luccicanti, gli stemmi e i racconti fantastici di epiche battaglie.

Era il 1503 quando a Barletta 13 cavalieri italiani furono sfidati da tredici cavalieri francesi, i due schieramenti si sarebbero affrontati in campo neutro, fuori dalla città.

Ruggiero già immaginava gli eroici scontri, il tintinnio di spade, i suoni cupi degli scudi e le urla di coraggio dei cavalieri. Ruggiero parteggiava per gli italiani, un suo compagno, Vincenzo, invece, era convinto che i francesi, guidati da La Motte, avessero più chance di vittoria.

I due bambini cominciarono a bisticciare, prima con le parole, poi con delle spinte, che presto divennero spintoni e poi pugni calci e sberle, finché Ruggiero non  atterrò Vincenzo e lo immobilizzò tenendo le ginocchia sul suo petto. Ruggiero stava per sferrare un pugno sul viso di Vincenzo, ma una mano ferma e forte bloccò il colpo, mentre un’altra aiutava Vincenzo a rialzarsi.

Le due mani appartenevano ad un cavaliere,  “La vostra zuffa mi ha ricordato le battaglie, tanti colpi e tanto dolore per nulla. Nessuna ragione al mondo giustifica la violenza, io sono Ettore Fieramosca e prometto che se riuscirò a sconfiggere i francesi non li colpirò a morte, ma li costringerò alla resa”.

E così fu, il giorno dopo sul campo di battaglia, Fieramosca, capitano degli italiani sconfisse La Motte, capitano dei francesi, costringendolo alla resa, così come mostra il complesso scultoreo all’ingresso della città di Barletta.

Piccole storie possono cambiare la grande storia.

Idea, testo e voce a cura di Carmen e Rustichello di ROOM TO PLAY

barlettatimeout.com

barlettatimeout@gmail.com

Nessun commento

Inserisci un commento

X