produzione di vino a Barletta

Clamoroso, ma l’Italia nel 2015 con una produzione di vino stimata in 48,9 milioni di ettolitri, batte la Francia. Lo dice la Coldiretti in riferimento ai dati della Commissione europea. Tale sorpasso si deve anche a un calo dell’1% dei raccolti in Francia dove la produzione si dovrebbe fermare a 46,6 milioni di ettolitri. Il terzo posto va alla Spagna con i suoi 36,6 milioni di ettolitri in calo del 5 per cento. Un’annata d’oro, quindi,sostenuta anche da condizioni climatiche favorevoli che hanno garantito un’ottima maturazione delle uve tanto che in diversi territori si parla di annata storica per quantità e qualità. Pensate che il Made in Italy ci sono 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg) e 118 a indicazione geografica tipica (Igt). E in tale positivo scenario, ovviamente anche le esportazioni hanno segnato un record con un incremento del 6% in valore, secondo i dati della Coldiretti per i primi 5 mesi del 2015. Con un fatturato di vendita che si aggira intorno ai 9,5 miliardi. Quantitativamente parlando, la maggior parte del vino italiano proviene da Toscana, Piemonte, Puglia, Sicilia, Emilia Romagna e Veneto, regioni in cui si hanno produzioni intensive. Parliamo dei comuni vini da tavola destinati ad essere acquistati dalle grandi aziende europee come vini da taglio oppure l’eliminazione dal commercio come eccedenze e quindi la distillazione secondo le direttive comunitarie. Accanto a questa situazione però è d’obbligo far notare che negli ultimi anni e da parte di alcune case vitivinicole, si ha una controtendenza che vede ampliare le superfici dei territori destinati alla coltivazione dei vitigni pregiati e di conseguenza l’aumento della produzione di vini a denominazione di origine a scapito della dilagante produzione di vini da tavola. Dal 1980 i vini DOC sono cresciuti del 19% ed è aumentata di pari passo la quantità di vino venduto in bottiglia a scapito di quello venduto direttamente in botte o in damigiane. Le leggi sono molto rigide e le sanzioni abbastanza severe tanto da spingere alcuni produttori a declassare i loro vini da DOC a IGT, pur essendo vini di alta qualità.

Autore dell'articolo: barlettatimeout.com