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INCONTRO CON FRANCESCO LANOTTE

Francesco Lanotte : ventiquattro anni, di Barletta. Si è appena laureato eppure è già noto a tutta Italia, anzi a tutto il mondo per essere il primo ad aver ottenuto la laurea magistrale in Bionics Engineering con 110 e lode all’Università di Pisa.

Questa non è la solita intervista, questo è il racconto di un incontro tra un’insegnante, i suoi alunni di III media e un ex alunno che oggi, pur essendo primo al mondo, ha trovato il tempo per tornare nella sua scuola media e condividere la gioia di questo importante traguardo con alcune delle persone che hanno contribuito a formarlo. Quello che siamo è frutto di un lungo percorso, fatto di contributi senza i quali il risultato non sarebbe lo stesso.

In un’epoca in cui spesso ci chiediamo se il mondo della scuola, e dell’istruzione in generale, siano realmente progettate e disegnate per consentire alle nuove generazioni di esprimersi al meglio, ci è giunta in redazione questa testimonianza che parla della scuola in un modo differente: una scuola in cui la cosa più importante sono le relazioni umane.


Sono ormai tanti anni che insegno, quasi 20 in questa scuola, sono passati tanti alunni e tanti genitori.

E’ un mestiere che amo e che sceglierei di fare mille volte ancora. In tutti questi anni sono cambiate tante cose: metodologie, sistemi di valutazioni, strumenti di lavoro, ministri, leggi e molto altro. Ci sono stati momenti di grande entusiasmo ed altri, pochi a dire il vero, di scoraggiamento. Quando poi si entra in classe, tutto cambia:incontri persone, persone speciali perché in formazione, perché i genitori  ti affidano i loro figli e siamo chiamati ad aiutarli nella crescita. Per far questo ci vuole tempo, pazienza, disponibilità all’ascolto, determinazione e coerenza.

Ogni classe nuova che ti viene affidata è una scommessa, una sfida ed io spesso guardandoli dico che tra di loro potrebbe esserci il futuro presidente della Repubblica,un ricercatore famoso, un tecnico molto apprezzato e…molto altro! La maggior parte delle volte i miei alunni mi guardano increduli. Anche quest’anno, parlando di adolescenza ai miei alunni di 3 A, ho detto la stessa cosa, ma questa volta non hanno avuto scampo, hanno dovuto credermi !

Giovedì 19 ottobre mentre ero in sala docenti  mi arriva comunicazione che un mio ex alunno era venuto a salutarmi. Non è strano,perché molto spesso durante i primi anni delle scuole superiori, passano a raccontarci qualcosa di loro: i risultati delle prime interrogazioni, le difficoltà, i nuovi professori.

Questa volta però, mi aspettava all’ingresso un ragazzo di 24 anni, che dopo essersi laureato, ed essere diventato il primo ingegnere bionico al mondo, è tornato  nella sua scuola media a cercarmi. Non mi ha trovato subito ed è ritornato una seconda volta, perché voleva raccontarmi di persona quello che come me  tutti i barlettani hanno letto sulle testate giornalistiche.

Già  avevo gioito per lui con gli altri colleghi di corso che lo hanno avuto come alunno, ma mai avrei immaginato che dopo essere stato intervistato da tutti, come il primo al mondo, avrebbe avuto il desiderio di  tornare nella sua vecchia scuola per salutare la sua insegnante.

Aveva tra le mani i confetti rossi e mi ha regalato una emozione impagabile!

Non sono in grado di raccontare la gioia che ho provato nell’abbracciarlo, ma dopo l’emozione ho subito pensato di condividere questo momento con i miei alunni. Volevo che  lo incontrassero.

“Francesco, hai un po’ di tempo ancora per noi?”

“ Certo professoressa, tutto il tempo che vuole!”

Francesco Lanotte non era cambiato, era ancora lo stesso alunno che rispondeva sempre: Certo professoressa! Umile, diligente, responsabile, con un grande sogno: Essere utile al prossimo!

E cosi’ i miei alunni di oggi hanno incontrato un mio alunno di 10 anni fa, che ha realizzato il suo sogno e che ha risposto, per oltre un’ora alle domande dei ragazzi.

Li osservavo da un angolo dell’aula e mi sono detta: “ E’ ancora meraviglioso questo lavoro!

Riporto di seguito una parte dell’intervista  degli alunni di terza A al Dott. Francesco Lanotte, primo Ing. Bionico al mondo, ex alunno della Scuola Secondaria di Primo Grado “S.Baldacchini” corso B.

Maria Cristina Cassatella


Quando frequentavi questa scuola, ti saresti mai aspettato di diventare primo ingegnere bionico al mondo?

In realtà non mi aspettavo neanche di andare a studiare fuori.

Cosa hai portato con te della tua esperienza di scuola media?

Ho tanti bei ricordi. Abbiamo fatto tante belle esperienze. Mi sono trovato molto bene in classe.

Secondo te “ innamorati dello studio” si nasce o si può diventare?

Io forse ero influenzato dal fatto di avere una mamma insegnante, pertanto la scuola era la mia seconda casa. Comunque c’è anche la passione per una disciplina o per l’altra, la curiosità che va coltivata. Ragazzi se trovate qualcosa che vi piace, vi piacerà anche saperne di più, studiarla.

Francesco, eri bravo alla scuola media?

Si, studiavo con facilità e avevo anche il tempo  per fare scacchi e frequentare una scuola di ballo. Mi piacevano i balli latino-americani.

Che metodo di studio avevi?

Ero molto attento durante la spiegazione. Sui libri facevo una prima sottolineatura con la matita ed una successiva per evidenziare i concetti chiave. poi ripetevo e ripetevo a voce alta fino a quando ero di sicuro di saperla davvero bene. Con lo stesso metodo mi sono preparato agli esami universitari

Da quando tempo ti sei appassionato alla ingegneria bionica?

Da quattro anni. Prima mi sono iscritto al corso di laurea di ingegneria biomedica poi, interessandomi sempre più, ho scoperto il settore della biorobotica.

Quando hai realizzato di essere il primo al mondo, come ti sei sentito?

Tutto il clamore che c’è stato fa un po’ effetto,mi colpiva essere intervistato dai giornalisti . E’ una bellissima sensazione, ma ho avvertito subito anche la responsabilità di tutto questo. Ti fanno tante domande e volevo essere all’altezza. Non deludere chi mi intervistava con risposte banali.

E adesso? Cosa farai con questo titolo?

Continuerò a studiare. Farò il dottorato di ricerca, mi pagheranno per questo studio e continuerò ad approfondire l’argomento della tesi .Mi occuperò principalmente di robot indossabili, ma anche di protesi robotizzate.

Quindi avete realizzato un esoscheletro?

Si, proprio così.

Quando frequentavi la Baldacchini, sognavi di essere ingegnere o facevi sogni molto diversi?

Sognavo di essere un fisico, un ingegnere.

Cosa ti ha spinto a fare quello che fai?

Il desiderio di essere utile agli altri

Tu pensi di poter cambiare il mondo?

Si, un po’. Posso fare la mia parte. Sarà piccola ma la farò

Continuando a studiare?

Sì. Il mondo della ricerca è uno studio continuo, però è uno studio diverso. Non è solo confinato sui libri,ma diventa sempre più interessante perché fai esperimenti. La parte al computer è molto faticosa, ti stanchi, ma quando sperimenti con le persone… allora diventa molto gratificante.

Se tu sei il primo Ingegnere Bionico al mondo, i prof che ti hanno insegnato che titolo hanno?

I miei insegnanti hanno titoli diversi. Per esempio sono Ingegneri Biomedici, Elettronici, ecc…

Tante competenze diverse, si mettono insieme e creano una nuova figura professionale e così è nato questo nuovo corso di laurea che fa di me il primo.

Quale consiglio puoi dare a noi che tra qualche mese sceglieremo quale scuola frequentare?

Scegliete in base a ciò che vi piace fare, non perché in quella scuola ci va il mio amico, né perché la scuola è vicino casa né tantomeno perché i miei genitori desiderano questo per me. Lo so è piuttosto difficile immaginare quale sarà la vostra vita fra cinque anni. Sforzatevi e ricordatevi di  informarvi bene sui vari percorsi di studio e di tener conto del consiglio dei docenti e dei genitori

Francesco, prima di lasciarci un tuo autografo, ci regali tre parole?

Le parole che voglio consegnarvi sono : SOGNO, CREDERE,PERSONE.

Bisogna sempre sognare. Non si realizza niente che non sia stato prima sognato.

E’ necessario che voi in prima persona crediate di potercela fare .

Persone, incontrerete tante persone, ognuna sarà importante per la vostra crescita .Da tutti riceverete qualcosa, a tutti darete qualcosa.

(Nel  frattempo riceve due telefonate: è la mamma,  a casa lo stanno aspettando per il pranzo, per godersi per qualche giorno questo figlio  ormai diventato cittadino del mondo)

 

“In bocca al lupo a tutti per gli esami e per la vita” –  Francesco Lanotte

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