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Cantina della Sfida, Barletta, BT, Italia
Descrizione
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Cantina della Sfida

Piazza della Sfida, 76121 Barletta BT

 

Nel 1503, nel fondaco di uno dei primi palazzi trecenteschi vi era la “Cantina del Sole” dove si vuole sia avvenuta l’Offesa da parte di cavalieri Francesi a danno degli Italiani che portò alla celeberrima “Disfida di Barletta”.

 

Fonte: http://www.prolocobarletta.it/

 

Cantina della Sfida

 

Questo sito storico è legato alla disfida di Barletta perché in questa locanda medievale avvenne la famosa offesa dei francesi, dominatori e gli italiani, popolo non ancora definito geograficamente ma con ormai una propria identità e cultura che sfociò nell’orgogliosa reazione dei 13 cavalieri e che rappresentò uno dei primi e importanti eventi storici che sancivano la nascita di una vera nazionalità, quella italiana. La cantina della disfida, oggi è il luogo dove inizia la rappresentazione storica del certame cavalleresco che ha festeggiato i 500 anni, ma è anche sede di diverse esposizioni e manifestazioni, divenendo così uno dei musei più visitati della città di Barletta. Esposizione: oggetti antichi quali boccali, panche, tavolacci, sgabelli ed un camino accessoriato con gli utensili originali dell’epoca, allo scopo di ricreare l’ambientazione nella quale si svolse lo storico evento. L’ingresso è segnalato da un’antica bandiera in ferro, recante l’insegna della antica Taverna del Sole, così denominata perché il sole la illuminava dall’alba al tramonto.

 

Fonte: http://www.pugliaimperiale.com

 

 

 

Cantina della Sfida

 

Cantina della Sfida

 

Cantina della Sfida

 

La disfida

La disfida di Barletta fu uno scontro medievale tenutosi il 13 febbraio 1503 nella piana tra Andria e Corato(in territorio di Trani, all’epoca dei fatti sotto giurisdizione veneziana), fra tredici cavalieri italiani (sotto l’egida spagnola) e altrettanti cavalieri francesi. Il confronto finì con la vittoria degli italiani.

Causa e preparazione del duello

 

Cantina della Sfida

 

All’epoca dei fatti i francesi si erano spinti fino a Canosa di Puglia, dove vennero impegnati in una breve scaramuccia dagli spagnoli. Alla fine dello scontro, le truppe di Diego de Mendoza catturarono e tradussero a Barletta vari soldati francesi, fra cui il nobile Charles de Torgues, soprannominato Monsieur Guy de la Motte.

Il 15 gennaio 1503, i prigionieri furono invitati ad un banchetto indetto da Consalvo da Cordova in una cantina locale (oggi chiamataCantina della Sfida). Durante l’incontro, la Motte contestò il valore dei combattenti italiani, accusandoli di codardia. Lo spagnolo Íñigo López de Ayala difese invece con forza gli italiani, affermando che i soldati che ebbe sotto il suo comando potevano essere comparati ai francesi quanto a valore.

Si decise così di risolvere la disputa con un duello: la Motte chiese che si sfidassero tredici (in origine dieci) cavalieri per parte il 13 febbraio nella piana tra Andria e Corato. Il duello venne programmato nei minimi dettagli: cavalli ed armi degli sconfitti sarebbero stati concessi ai vincitori come premio, il riscatto di ogni sconfitto fu posto a cento ducati e furono nominati quattro giudici e due ostaggi per parte.

Prospero Colonna e Fabrizio Colonna si occuparono di costruire la “squadra” italiana, contattando i più forti combattenti del tempo. Capitano dei tredici cavalieri italiani sarebbe stato Ettore Fieramosca, che si occupò dello scambio di missive con la controparte francese, Guy la Motte.

I cavalieri italiani e spagnoli pernottarono ad Andria, nella cui Cattedrale Fieramosca e gli altri seguirono la messa d’augurio il giorno del duello, e fecero giuramento di vittoria o di morte. I francesi invece rimasero a Ruvo di Puglia, dove erano attestati con le truppe,partecipando alla messa nella Chiesa di San Rocco.

I partecipanti

Di seguito, i tredici partecipanti, i quattro giudici e i due ostaggi che presero parte alla disfida.

iItaliani Cavalieri Francesi
Ettore Fieramosca Charles de Torgues
Francesco Salamone Marc de Frigne
Marco Corollario Girout de Forses
Riccio da Parma Claude Grajan d’Aste
Guglielmo Albimonte Martellin de Lambris
Mariano Abignente Pierre de Liaye
Giovanni Capoccio Jacques de la Fontaine
Giovanni Brancaleone Eliot de Baraut
Lodovico Abenavoli Jean de Landes
Ettore Giovenale Sacet de Sacet
Fanfulla da Lodi François de Pise
Romanello da Forlì Jacques de Guignes
Ettore de’ Pazzis o Miale da Troia Naute de la Fraise
Giudici di Campo
Francesco Zurolo (o Zurlo) Lionnet Du Breuil[12]
Diego Vela Monsieur de Murtibrach
Francesco Spinola Monsieur de Bruet
Alonzo Lopez Etum Sutte
Ostaggi
Angelo Galeotta Monsieur de Musnai
Albernuccio Valga Monsieur de Dumoble

Il duello

Il duello avvenne in un’area recintata dai giudici delle due parti. Gli italiani furono i primi a giungere sul posto,seguiti di lì a poco dai francesi, che ebbero il diritto di entrare per primi nel campo. Le due formazioni di cavalieri si disposero su due file ordinate, contrapposte l’una all’altra, per poi caricarsi vicendevolmente lancia in resta.

Jean d’Auton, tuttavia, afferma che gli italiani si avvalsero di uno stratagemma: anziché caricare, arretrarono fino ai limiti del campo di battaglia e aprirono dei varchi nelle proprie file per far fuoriuscire dall’area alcuni cavalieri francesi, riuscendo con alcuni di loro nel tentativo. Il vescovo Paolo Giovio riporta che i cavalieri italiani rimasero fermi sulle loro posizioni con le lance abbassate, in attesa della carica francese.

Il primo scontro non causò gravi danni alle parti, ma mentre gli italiani mantennero sostanzialmente salda la posizione, i francesi sembrarono leggermente disorganizzati.Due italiani finirono disarcionati,ma una volta rialzatisi cominciarono ad uccidere i cavalli dei francesi, costringendoli a piedi.

Lo scontro continuò con spade e scuri, finché tutti i francesi vennero catturati o feriti uno dopo l’altro dagli italiani, che conseguirono una netta vittoria. Jean d’Auton riporta di tale Pierre de Chals, della Savoia, unico combattente francese a rimanere in piedi fino all’ultimo: de Chals, tuttavia, non viene citato da nessuna altra fonte. Giovio afferma che un combattente francese, tale “Claudio” (presumibilmente riferendosi a D’Aste), morì per una grave ferita alla testa.

Sicuri della vittoria, i francesi non avevano portato con loro i soldi del riscatto e furono così condotti in custodia a Barletta, dove fu Consalvo in persona a pagare di tasca propria il dovuto per poterli rimettere in libertà.La vittoria degli italiani fu salutata con lunghi festeggiamenti dalla popolazione di Barletta e con una messa di ringraziamento allaMadonna, tenutasi nella Cattedrale di Barletta.

 

Cantina della Sfida

 

Particolare del Monumento alla Disfida a Barletta.

« Del gran capitaneo in Barletta nell’anno del Signore 1503 fu la gran vittoria et proprie in anno sexte indictionis D. Belisarius Galimbertus de Barolo»
(Belisario Galimberto da Barletta)

 

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Disfida_di_Barletta

 

ORARI DI APERTURA

Lunedi:

10,00-14,00/16,00-20,00

Martedi:

10,00-14,00/16,00-20,00

Mercoledi:

10,00-14,00/16,00-20,00

Giovedi:

10,00-14,00/16,00-20,00

Venerdi:

10,00-14,00/16,00-20,00

Sabato:

10,00-14,00/16,00-20,00

Domenica:

10,00-14,00/16,00-20,00

Categorie
Palazzi
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